L’acquisto consapevole di opere d’arte
In campo assicurativo l’analisi del rischio è un processo sistematico di identificazione, valutazione e gestione dei potenziali rischi che potrebbero avere un impatto negativo in termini di perdita parziale o totale dei beni oggetto della copertura assicurativa.
Nel settore dell’assicurazione fine arts questa analisi proattiva del rischio si concentra su tre settori cardine: l’ambiente inteso come area geografica di ubicazione del rischio; il contenitore come edificio che accoglie il bene assicurato (compreso l’allestimento) e l’oggetto d’arte come “oggetto dell’assicurazione”.
Proprio l’oggetto d’arte in quanto summa di più elementi, portatore di “polisemici significati”, necessità di una valutazione che tenga conto di questa complessità nelle sue molteplici componenti:
- La struttura fisica dell’opera (come i materiali costitutivi il manufatto artistico e la tecnica esecutiva)
- Il valore storico artistico (la sua storia artistica compresa la storia collezionistica), come riconoscimento dell’opera come opera d’arte. Il valore non risiede nell’oggetto, ma viene costruito da una élite capace di convalidarne l’aurea come concetto di unicità ed autenticità.
- Il valore simbolico-sociale
- Il valore cultuale
- Il valore economico (il suo valore monetario all’interno di un determinato mercato).
Questi valori possono subire delle fluttuazioni nel tempo a causa di elementi esterni, alcuni dei quali possono essere intrinseci altri invece indotti e transitori, come il caso del cambiamento di gusto.
La complessità dell’oggetto d’arte esige, quindi, una attenta analisi che combini al suo interno l’approfondimento dei vari valori di cui è portatore congiuntamente alla sua struttura materiale e all’esecuzione tecnica.
Questo processo di corretta valutazione viene definito due diligence e caratterizza anche il procedimento svolto dall’assicuratore che con “dovuta diligenza” esamina i dati e le informazioni relative al bene da assicurare nella fase pre-assuntiva di un rischio.
L’assunzione di un rischio dal punto di vista assicurativo è molto simile alle attività propedeutiche svolte al fine di acquistare un’opera d’arte e tiene in considerazione i risultati di tre principali metodi di indagine:
1) CONNOISSEURSHIP
Con la Connoisseurship comparativa si intende l’esperienza dell’occhio degli esperti e la valutazione dei dati visivi acquisiti con l’analisi diretta del manufatto artistico.
2) ANALISI SCIENTIFICA E FORENSE
Si intende l’utilizzo di tecnologie scientifiche come l’analisi dei pigmenti, indagine agli ultravioletti ed infrarossi, etc.
3) PROVENIENZA
Lo studio della ricostruzione storica dei vari passaggi di collezione, vendite, aste, esposizioni, pubblicazioni etc. attraverso l’analisi delle fonti documentarie.
Le indagini compiute con queste tre “metodologie investigative” e con l’ausilio di alcuni data base (tecniche scientifiche, analisi storiche e strumenti tecnologici) ci aiutano a comprendere se un’opera d’arte è autentica, ben conservata, priva di vincoli giuridici e conseguentemente ben valutata sotto il profilo economico sia in caso di stima assicurativa che di prezzo di vendita o di acquisto.
Una delle caratteristiche economiche che contraddistingue lo scambio dei beni artistici è infatti il loro essere dei “beni fiducia”. Questo comporta grandi difficoltà nella valutazione della qualità dell’oggetto, soprattutto per i collezionisti che spesso non hanno adeguate conoscenze e competenze storico-artistiche, e conseguentemente determina, un’elevata asimmetria informativa tra acquirenti e venditori.
In un mercato caratterizzato da scarsa trasparenza, l’attività di ricerca e approfondimento di dati e di informazioni relative all'oggetto di una trattativa, effettuata da professionisti del settore, è fondamentale e si compone dei seguenti punti di accertamento:
Autenticità e verifica dell’attribuzione
Il problema dell’autenticità di opere d’arte moderna e contemporanea ed il problema della corretta attribuzione per quanto riguarda le opere degli Old Masters, è alquanto spinoso. Circolano infatti sul mercato numerosi falsi, opere sprovviste di certificazione di autenticità o di archiviazione rilasciata dalle fondazioni/archivi di riferimento. Per non parlare delle opere che sono accompagnate da expertise che azzardano attribuzioni altisonanti e fantasiose, non trovando riferimenti documentali o stilistici. Sarà pertanto sempre necessario farsi rilasciare al momento dell’acquisto, dall’artista (se vivente) o dalla galleria che lo rappresenta l’autentica dell’opera oppure verificare l’autenticità tramite gli archivi o le fondazioni di riferimento per l’artista (richiedendo il numero di archiviazione ed i riferimenti della pubblicazione dell’opera nel catalogo ragionato se edito). In assenza di questi riferimenti ci rivolgeremo ad esperti legittimati dal mondo accademico e riconosciuti come tali dal mercato.
Bisogna, infatti, ricordare che non tutti gli artisti hanno un ente certificatore e che può capitare che addirittura esistano più soggetti, tipicamente un archivio e una fondazione, in disaccordo tra loro che svolgano la stessa attività. In questi casi è importante capire quale è considerato il soggetto più autorevole dal mercato dell’arte.
Provenienza
Un acquisto troppo disinvolto potrebbe generare un danno reputazionale ma soprattutto far incorrere l’incauto acquirente in un reato. Verificare quindi sempre bene che la provenienza sia lecita. In questo è bene rivolgersi ad alcune banche dati relative ad opere rubate o disperse: in particolare a livello nazionale al TPC Comando Carabinieri per la Tutela del Patrimonio Culturale e a livello internazionale all’ Art Loss Register (ALR), allo Stolen Works of Art Database dell’interpol oppure alla Red List di ICOM[1]. I data base di queste istituzioni comprendono migliaia di opere scomparse o trafugate nei decenni e sono un valido supporto per verificare la titolarità del possesso di colui che vi sta proponendo la vendita. Se opportuno farsi rilasciare un attestato di legittima provenienza.
La ricostruzione della storia collezionistica dell’opera (provenances) attraverso documenti, pubblicazioni, storia espositiva ed immagini consente di inquadrare correttamente il bene nel suo contesto collezionistico e contemporaneamente di evitare il rischio di rivendicazione o pretesa risarcitoria da parte di terzi (titolo di acquisto). La certezza della provenienza fa aumentare la sua performance economica dell’opera perché consolida la sua reputazione sul mercato.
Le attività di ricerca e investigazione delle fonti devono essere svolte da esperti autorevoli e la loro reputazione deve sempre essere controllata nel tempo. La maggior criticità, infatti, nel processo di autenticazione è legata alla credibilità professionale del singolo esperto o dell’archivio/fondazione che rappresenta l’artista. Le opinioni degli esperti, infatti, possono variare molto in base alla loro formazione e alla loro esperienza e specializzazione.
Da alcuni anni alcuni enti o associazioni internazionali hanno redatto delle Linee Guida di natura etica per ovviare alla forte componente di analisi soggettiva messa in campo dai singoli esperti. Di seguito riportiamo alcuni siti web di approfondimento:
Toolkit per la Due Diligence sulle Antichità (Appendice) – Mercato dell'Arte Responsabile
Linee guida CAA | Standard e linee guida | CAA
International Valuation Standards
About APAA — Association of Professional Art Advisors
Un esempio importante di applicazione della due diligence è rappresentato dal rigoroso processo di selezione e controllo delle opere ammesse a partecipare al TEFAF “The European Fine Art Fair” di Maastricht, effettuato dai comitati (Vetting Committees) di controllo composti principalmente da accademici, curatori, conservatori, scienziati della conservazione e studiosi indipendenti. Segnaliamo per poter approfondire l’attività svolta dal Vetting Commitee:
CONTROLLO | Un pilastro fondamentale del successo di Maastricht | TEFAF
ART&LAW n. 2 del 2019 su “L’ACQUISTO(IN)CONSAPEVOLE DI OPERE D’ARTE” di Negri-Clementi Studio Legale Associato.
Stato di conservazione
L’oggetto della vendita deve sempre essere corredato da un Condition Report redatto da un restauratore professionista e se necessario accompagnato da documentazione di natura scientifica. Le condizioni fisiche di un manufatto possono incidere molto sulla sua valutazione economica.
Si ribadisce che l’analisi forense non è di per sé sufficiente ad attribuire un’opera ad un autore.
L’analisi dei materiali costitutivi l’opera d’arte è interessante anche sotto il profilo delle implicazioni legate alla manutenzione del manufatto e della sua progressiva obsolescenza. L’acquirente deve avere piena consapevolezza di ciò che sta acquistando, pensiamo a quelle opere di arte contemporanea che utilizzano materiali condannati a subire un continuo progresso tecnologico come le installazioni di neon art o lavori di video arte.
Il condition report è un documento che ha un suo valore testimoniale non solo in caso di compravendita ma anche in caso di prestito dell’opera per una mostra (quale certificazione per la assicurazione) sia per stime d’asta che per catalogazioni d’archivio.
Stato giuridico dell’opera
Verificare se l’opera risulta dichiarata di interesse o vincolata dallo Stato di riferimento. La verifica avviene richiedendo l’attestato di libera circolazione o la licenza di esportazione che il venditore si deve essere premurato di ottenere dagli Enti preposti al rilascio.
Valutazioni finanziarie
Una volta effettuata l’indagine sull’opera e verificata tutta la documentazione di supporto all’autenticità dell’opera, il passo successivo è stimare correttamente il suo valore di mercato. Dobbiamo considerare che l’opera d’arte in quanto tale è unica e rara e non possiede un listino prezzi definito, inoltre la valutazione di un bene artistico è veritiera nel momento storico in cui viene effettuata. Il suo valore, infatti, può variare molto nel tempo condizionato da elementi come le mode, il gusto, la fama dell’artista etc.
Nel caso di acquisto di opere d’arte contemporanea sarà bene anche affrontare il tema della cessione di alcuni diritti ad esse legati:
- Diritto di esposizione
- Diritto di riproduzione
Inoltre, sarà necessario, se richiesto, di assolvere al pagamento del Diritto di Seguito (Dds).
Ad ulteriore riprova dell’importanza di espletare le attività sopra descritte si rimanda al DECALOGO CONTRO L’INCAUTO ACQUISTO DI OPERE D’ARTE[2] messo a punto dal CTP – Comando Carabinieri Tutela del Patrimonio Culturale:
- verificare sempre che l’opera sia corredata da certificati di autenticità o provenienza;
- acquistare con fattura o scontrino con descrizione dell’opera;
- prima dell’acquisto, verificare l’autenticità del certificato presso l’artista, l’archivio o il soggetto autorizzato ad archiviare le opere;
- controllare la corrispondenza tra foto autenticata e opera originale;
- rivolgersi a venditori inseriti da anni sul mercato, preferibilmente che abbiano avuto rapporti stretti con l’artista;
- diffidare di expertise fornite da persone che non abbiano titolo a farlo e rivolgersi pertanto a fondazioni, archivi ed esperti con titoli accademici;
- diffidare dell’“affare”;
- informarsi sull’opera dell’artista e sui riferimenti accreditati di quell’artista;
- seguire il mercato e le quotazioni;
- evitare intermediari non facenti parte del settore ufficiale.
In conclusione, la Due Diligence nell’arte è un processo fondamentale per proteggere gli acquirenti da frodi, garantire una valutazione accurata e assicurarne la conformità legale. Questi standard sono rigorosi ma mai statici, in quanto si evolvono insieme alla società, alla tecnologia e alla ricerca.
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