03.02.2026 Eventi

Beato Angelico: la nascita di una grande mostra

di Cristina Resti, Art Expert & Art Network Manager ARTE Generali

La Fondazione Palazzo Strozzi ed il Museo di San Marco presentano “Beato Angelico”, un'esposizione dedicata all’artista visibile nelle due sedi fino al 25 gennaio 2026

 

“Beato Angelico” è una straordinaria esposizione monografica dedicata all’artista simbolo dell’arte del Quattrocento, che articola il suo percorso tra le due sedi di Palazzo Strozzi ed il Convento di San Marco, dove visse e lavorò il frate pittore.

 

La mostra affronta la produzione, lo sviluppo e l’influenza dell’arte di Beato Angelico (Guido di Piero, poi Fra Giovanni da Fiesole; Vicchio di Mugello, 1395 circa – Roma, 1455) e i suoi rapporti con pittori come Lorenzo Monaco, Masaccio, Filippo Lippi, ma anche scultori quali Lorenzo Ghiberti, Michelozzo e Luca della Robbia. A cura di Carl Brandon Strehlke, Curatore emerito del Philadelphia Museum of Art, con – per il Museo di San Marco – Angelo Tartuferi, già Direttore del Museo di San Marco, e Stefano Casciu, Direttore regionale Musei nazionali Toscana, Beato Angelico rappresenta la prima grande mostra a Firenze dedicata all’artista esattamente dopo settant’anni dalla monografica del 1955.

 

L’esposizione riunisce tra le due sedi oltre 140 opere tra dipinti, disegni, sculture e miniature provenienti da prestigiosi musei quali il Louvre di Parigi, la Gemäldegalerie di Berlino, il Metropolitan Museum of Art di New York, la National Gallery di Washington, i Musei Vaticani, la Alte Pinakothek di Monaco, il Rijksmuseum di Amsterdam, oltre a biblioteche e collezioni italiane e internazionali, chiese e istituzioni territoriali.

 

Frutto di oltre quattro anni di preparazione, il progetto ha reso possibile un’operazione di alto valore scientifico e culturale, grazie anche a un’articolata campagna di restauri e alla possibilità di riunificare pale d’altare smembrate e disperse da diversi secoli.

 

 

Dietro le quinte di una grande mostra

La realizzazione di una mostra è un complesso processo organizzativo iniziato molti mesi se non anni prima, che coinvolge numerosi professionisti, istituzioni e collezionisti e di cui lo spettatore vede soltanto la messa in scena finale.

 

La grande monografica di Beato Angelico ci permette di curiosare nel dietro le quinte di questa importante esibizione, scoprendone le complessità ed i professionisti che rendono possibile questa “sacra rappresentazione”.

 

 

Imballaggio e trasporto

Le opere per partecipare ad una mostra devono spostarsi in sicurezza (leggi di più: TRANSPORTING WORKS OF ART). Il trasporto dovrà avvenire tenendo conto del grado di fragilità dell'oggetto e della sua complessità di movimentazione (misure, peso, stato conservativo). Per questo dovranno essere scelti solo trasportatori specializzati ed imballaggi idonei alla natura e alle dimensioni dell'oggetto. Nel caso di tavole lignee verranno utilizzate casse museali che possano consentire la massima stabilità, isolamento termico e resistenza meccanica.

 

Non solo si deve tener conto della natura dell’oggetto d’arte ma anche dell’ambiente architettonico che lo accoglie. L'origine storica di molte sedi museali complica le movimentazioni interne e rende necessario l'utilizzo di gru, ponteggi o carrelli elevatori come nel caso di Palazzo Strozzi. Le coperture assicurative dette “da chiodo a chiodo” coprono tutte le fasi del prestito, iniziando proprio dalle attività di imballaggio e trasporto, per proseguire poi durante l’allestimento e la giacenza dell’opera in mostra.

 

 

Beato Angelico, allestimento della mostra nella sedi di Palazzo Strozzi, Firenze, 2025. Photo: OKNO Studio. Courtesy Fondazione Palazzo Strozzi
Beato Angelico, allestimento della mostra nella sedi di Palazzo Strozzi, Firenze, 2025. Photo: OKNO Studio. Courtesy Fondazione Palazzo Strozzi

 

 

Restauro e indagini diagnostiche

Il prestito di un’opera per una mostra diventa anche l’occasione per intraprendere campagne di restauro e di indagine scientifica, queste operazioni oltre che migliorare le condizioni conservative dell’opera rendendo più sicuro lo spostamento, consentono anche di indagare a fondo il manufatto attraverso nuove tecnologie non invasive. L’indagine scientifica è di grande supporto allo studioso, che tramite essa può riformulare datazione, attribuzione o come nel caso della mostra sul Beato Angelico ipotizzare complesse ricostruzioni di polittici e pale d’altare smembrate durante i secoli ed eccezionalmente ricostruite in occasione di questa esposizione. Sono state circa trenta le opere coinvolte in attività conservative e di indagine e ben tre i ricongiungimenti di tavole disperse tra varie collezioni, come la Pala di San Marco che si ricompone per la prima volta dopo il 1678, con 17 dei 18 pezzi in arrivo da 9 Paesi.

 

Beato Angelico: la nascita di una grande mostra

 

 

Anche in questo caso l’assicurazione copre tutte le fasi di movimentazione e la giacenza delle opere presso il restauratore incaricato o presso il laboratorio diagnostico, indennizzando gli eventuali danni accidentali che possono accadere durante le complesse indagini e manipolazioni da parte degli addetti specializzati.

 

 

Condition Report

Il condition report è un documento corredato di fotografie e redatto dal restauratore che attesta lo stato conservativo dell’opera al momento del prestito. Tale documento diventa fondamentale in ambito assicurativo per verificarne lo stato al momento del sinistro ed accertare le responsabilità. Prima dell’allestimento della mostra i restauratori, strumenti alla mano, analizzano in dettaglio l’opera in contraddittorio con il courier (l’incaricato del prestatore che ha accompagnato l’opera). Stessa operazione viene ripetuta al termine dell’esposizione. Per effettuare queste operazioni in sicurezza vengono approntati tavoli di lavoro con speciali imbottiture e cavalletti con ruote per poter movimentare professionalmente le opere. Tutte queste operazioni e gli eventuali danni occorsi sono coperti con polizza all risks, cioè con coperture assicurative che coprono tutti i danni tranne quelli esplicitamente elencati all’articolo “Esclusioni”.

 

Beato Angelico: la nascita di una grande mostraBeato Angelico: la nascita di una grande mostra

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

L’Allestimento Una volta terminate le operazioni di disimballaggio e redazione del condition report, gli allestitori procedono ad allestire le opere a muro, su piedistallo o in teca a seconda della loro collocazione. Valutano quindi la resistenza delle attaccaglie in rapporto al peso, la necessità di inserire attaccaglie antistrappo che non permettono di trafugare con destrezza opere di piccolo formato o vincoli ai supporti come basi e plinti in modo da evitare cadute da urto, procedendo anche a zavorrare i supporti.

 

 

Beato Angelico, allestimento della mostra nella sedi di Palazzo Strozzi, Firenze, 2025. Photo: OKNO Studio. Courtesy Fondazione Palazzo StrozziBeato Angelico, allestimento della mostra nella sedi di Palazzo Strozzi, Firenze, 2025. Photo: OKNO Studio. Courtesy Fondazione Palazzo Strozzi

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Beato Angelico, allestimento della mostra nella sedi di Palazzo Strozzi, Firenze, 2025. Photo: OKNO Studio. Courtesy Fondazione Palazzo Strozzi

 

 

L’eterogeneità dei materiali costitutivi le opere d’arte, in questo caso codici miniati, sculture, tavole lignee, affreschi e disegni, costringe ad articolare l’esposizione attraverso metodi espositivi diversi: vetrine, climabox, climaframe, teche, ecc. che tengano conto sia degli aspetti conservativi che di sicurezza.

 

Opere fragili oppure costituite da metalli preziosi e/o di piccolo formato, dovranno essere inserite in teche o vetrine chiuse a chiave per maggior sicurezza. L’allestimento e la guardiania delle opere durante l’apertura al pubblico della mostra vengono discussi con la Compagnia di assicurazione in modo da allineare le scelte allestitive, curatoriali e conservative con quelle della sicurezza e della protezione delle opere sia sotto il profilo dell’anticrimine che quello ambientale.

 

 

Beato Angelico: la nascita di una grande mostra

 

 

La figura del Registrar

 

A soprintendere a tutte queste complesse movimentazioni vi è la figura professionale del Registrar. Una figura poco nota in Italia ma che coordina tutte le fasi e le procedure tecniche e organizzative di prestiti di opere d’arte o reperti archeologici in occasione di mostre, gestendo anche la relativa documentazione e le procedure che la regolano. È responsabile inoltre della loro sicurezza e della corretta conservazione.

 

Il registrar è addetto anche agli spostamenti di opere interni al museo (per esempio la turnazione della collezione permanente, la necessità di un restauro o di nuove fotografie), la gestione dei depositi e degli aspetti legali relativi ad acquisizioni e donazioni di opere (contratti, accordi, coperture assicurative).

 

Il Registrar in caso di sinistro è l’interlocutore privilegiato con l’assicurazione e si occupa di radunare tutta la documentazione comprovante il danno e di coordinare la messa in sicurezza dell’opera ed il successivo restauro.

 

 

Beato Angelico: la nascita di una grande mostra

 

 

L’assicurazione “da chiodo a chiodo”

Nessuna mostra viene realizzata senza la relativa copertura assicurativa. Tutte le concessioni dei prestiti sono vincolate all’attivazione di una copertura all risks che tenga conto delle varie specificità e delle richieste dei singoli prestatori. Il prestatore infatti concederà l’opera solo in presenza di un certificato assicurativo che attesti il periodo di copertura e la validità della polizza.

 

Nonostante i mezzi di prevenzione e sicurezza è impossibile portare il rischio a zero, pertanto il rischio residuo sul piano economico viene ceduto all’assicurazione, che in cambio del pagamento di un premio si impegna a far fronte all’indennizzo della somma assicurata che spesso, per le grandi mostre, supera gli otto zeri.

 

Siamo molto orgogliosi, come ARTE Generali, di partecipare in qualità di assicuratori delegatari ad un evento così straordinario come la mostra di Beato Angelico, che vede coinvolte 140 opere provenienti da tutto il mondo e dai più prestigiosi musei internazionali, i migliori professionisti in questo settore e i luoghi che videro nascere e svilupparsi il Rinascimento fiorentino.

 

 

L'autrice

Cristina Resti, Art Expert and Art Network Manager, è laureata in Conservazione dei Beni Culturali all'Università di Pisa. Dopo una specializzazione in Catalogazione dei Beni Culturali e un Master in Museologia e Museografia al Politecnico di Torino, lavora inizialmente presso l'Ufficio Musei della Regione Lombardia e dal 2002 in AXA Art in qualità di Esperto d'Arte e Senior Art Loss Adjuster. Dal 2015 è docente di "Mercati dell’arte" all'Università Cattolica di Milano, e in numerosi master nell’ambito del Management dei Beni Culturali. Fa parte del comitato scientifico del master IED “Professione Registrar” ed è membro del Gruppo di Lavoro – Prevenzione, Sicurezza e Emergenza di ICOM Italia. Nel 2020 entra a far parte del Gruppo Generali.